OBIEZIONE DI COSCIENZA E SERVIZIO CIVILE
L'ALTERNATIVA CIVILE ALLA DIFESA ARMATA
di Massimo Paolicelli
Pagine 32 - cm. 15x21 - euro 1,03 (i.i.)

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Sono quasi 300.000 i giovani che dal 1972 ad oggi si sono dichiarati obiettori di coscienza al servizio militare e hanno deciso di difendere la Patria con il servizio civile. Una Patria intesa in senso largo, che và al di là dei confini territoriali e che individua nella garanzia dei diritti dell'uomo, nella tutela e promozione dei beni ambientali ed artistici del nostro Paese le nuove frontiere da difendere. Prima del '72 chi voleva affermare questi principi ha pagato con il carcere questa sua scelta. Oggi, grazie alla legge approvata nel '72, ma soprattutto a molte sentenze della Corte Costituzionale che l'hanno modificata togliendo alcune incongruità, basta una semplice dichiarazione di obiezione per andare a svolgere il servizio civile. Nessuna discriminazione colpisce chi si dichiara obiettore e svolge servizio civile, se non quella di doversi continuare a rapportare per gli aspetti burocratici con un'amministrazione della difesa troppo spesso miope. Oggi, grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale del 1985, servizio militare e servizio civile hanno pari dignità. Infatti questa sentenza ha ribadito che sacro è il dovere di difendere la Patria sancito dall'articolo 52 della nostra Costituzione, ma che ad esso si può adempire sia con il servizio militare, che con adeguate prestazioni di impegno sociale non armato, dando dignità al servizio civile degli obiettori di coscienza.